Cerca:

07/11/2012

Le best practice più efficaci per l’e-Commerce

Come e perché un utente decide di acquistare qualcosa on line? Quali sono i passaggi fondamentali per guidare e agevolare le scelte di acquisto sul web?

Gli aspetti chiave nella gestione di un progetto di e-Commerce sono legati a 5 aree ugualmente determinanti:

  • Brand > Se ho costruito nel tempo un marchio noto e riconosciuto come affidabile, a parità di tutto il resto, venderò sicuramente di più.
  • Contenuti > L’acquisto on line è una “esperienza informativa”.  Non posso toccare o assaggiare il prodotto, per questo immagini di buona qualità sono importanti almeno quanto informazioni complete e comprensibili, fermo restando che un prodotto senza mercato, rimane tale anche se è venduto in un sito tecnicamente impeccabile.
  • Struttura > Cosa hanno in comune Amazon, Google e Apple?  Sicuramente la semplicità, l’immediatezza e la velocità dei siti.  I top seller di settore sono i nostri naturali riferimenti di confronto perché normalmente offrono le migliori esperienze d’acquisto (oltre 1/3 degli utenti a cui viene chiesto di comprare qualcosa on line inizia da siti che già conosce).
  • Gestione > Chi avvia da zero un progetto di vendita online si trova spesso sommerso da numerose attività che deve necessariamente gestire (sviluppo, consulenti SEO, mailing, campagne PPC, corrieri, banca, clienti, magazzino, fornitori, offerte, prezzi e fatturazione).  Gli automatismi sono fondamentali per lasciare all’intervento diretto solo le attività con cui si crea un reale valore aggiunto.
  • Promozione e visibilità > Le attività di promozione on line si differenziano in maniera netta da quelle realizzate per siti informativi o di branding, non fosse altro che per la gestione dei comparatori e degli aspetti social legati alle recensioni.

Raggiungere buoni livelli in tutti questi aspetti rende l’e-Commerce il più complesso tra i progetti web, anche perché non esistono modelli da seguire, schemi e attività che - se riprodotti in maniera scrupolosa - possano garantire il successo.

Comunque, supponendo che brand e contenuti siano all’altezza, se l’utente non trova il prodotto più adatto a lui non lo potrà mai comprare, indipendentemente dal fatto che ciò sia dovuto a una gamma di prodotti incompleta, a una struttura del sito mal progettata o a una ricerca libera poco efficace.

Questo implica la necessità di studiare una suddivisione in categorie, sottocategorie e nomi prodotto assolutamente intuitiva, basata anche su spunti tratti dall’analisi delle ricerche libere fatte dagli utenti nel motore interno del sito o in Google.

Il cuore strutturale (e spesso il tallone d’Achille) di ogni e-Commerce rimane comunque la scheda prodotto.  Il 55% degli utenti che abbandonano uno shop on line dichiara di averlo fatto perché la pagina prodotto è incompleta o non chiara.

In particolare le immagini (definite, nitide, calde, scontornate), focalizzate sul prodotto, con zoom facili da usare e una galleria fotografica ricca (che ritrae il prodotto da varie angolazioni) sono importanti almeno quanto informazioni complete e dettagliate, ben strutturate e immediatamente comprensibili (vedi esempio).

Esempio di scheda prodotto nell'e-Commerce Kamiceria

In questo caso le immagini e i meccanismi di zoom sono assolutamente ben gestiti, le informazioni testuali ricche, dettagliate e convincenti (con i richiami a testi di spiegazione dove servono), le garanzie per i clienti (e la spedizione gratuita) sono ben evidenziate (risolvendo in anticipo i freni all’acquisto più frequenti), così come i prodotti in up-sell (ricamo iniziali e confezione regalo) e cross-sell (altre camice simili).

Esempio di scheda prodotto nell'e-Commerce Kamiceria

 

Tocchi finali, ma importantissimi: il numero verde, la “convalida sociale” delle recensioni (certificate da un servizio esterno indipendente) e degli “mi piace” su Facebook (se oltre 600 persone hanno commentato e quasi 3000 sono fan, il sito non può essere una fregatura), il logo delle carte di credito e del corriere sono estremamente rassicuranti (e fanno capire immediatamente quali forme di pagamento sono accettate).

Passando dalla scelta alla fase di acquisto diventa importante la chiarezza sui costi extra e l’assenza di “sorprese” in fase di chiusura dell’ordine (quasi la metà degli utenti dichiara di abbandonare l’acquisto per costi di spedizione o extra non chiariti in fase di navigazione pre-acquisto).

Per quanto riguarda invece la struttura delle informazioni è molto importante l’ordinamento dei prodotti mostrati agli utenti.  Al di là di quello classico per prezzo (il preferito dai navigatori web) è possibile sviluppare semplici tool proprietari, che lavorino sulla storia di navigazione dei visitatori, come fanno molti big del settore (come Amazon o Pixmania).

Se l’utente è registrato si potrebbe ad esempio salvare in un cookie gli ultimi 50 prodotti visitati (con la frequenza) e non acquistati associandoli al suo profilo e inviandogli a distanza di 24 ore una mail con alcuni di questi prodotti, le possibili alternative, link di approfondimento, opinioni di altri acquirenti e così via.  Dopo qualche giorno si potrebbe poi inviare un altro messaggio con il prodotto più visitato e un vantaggio se acquista entro 24 ore (es.: coupon sconto, spese di spedizione gratuite, ecc.).

Per i non registrati invece ci si potrebbe limitare a proporre un’offerta on line se si registrano numerosi ritorni sulla stessa scheda prodotto da parte dello stesso utente.

A parte l’ordinamento, un buon sito di e-Commerce non può permettersi la cosiddetta paralisi da scelta.  Deve esserci il modo di filtrare i risultati della ricerca fino a raggiungere una selezione dinamica di prodotti alternativi, selezionati sulla base di caratteristiche importanti per la decisione d’acquisto.  Proporre la scelta tra troppi articoli molto simili può essere a volte dannoso quanto non dare nessuna opzione (un esempio di filtro dinamico molto ben fatto in Amazon).

Esempio di filtri dinamici in Amazon

 

Altro aspetto strutturale molto importante è la modalità di registrazione. Sono sempre di più i negozi on line che permettono di procedere senza creare un account o verificare l'indirizzo mail (una buona percentuale di utenti dichiara di abbandonare il carrello perché non vuole essere costretto a registrarsi su ogni sito in cui effettua un acquisto).

La creazione di un account utente è molto utile soprattutto al venditore e quindi bisognerebbe trovare il modo di incentivarla.  A ogni utente registrato è possibile associare preferenze, inviare promozioni, effettuare cross e up-selling, raccogliere dati che permettono di personalizzare l'offerta e di prendere decisioni a livello commerciale.

Ci sono tre possibilità per gestire questo aspetto: registrazione obbligatoria, facoltativa e "silente".  Le prime due sono molto diffuse, l'ultima meno, anche se permette di ottenere la registrazione senza che l'utente debba fare nulla.  Dato che l'acquirente deve comunque fornire i dati anagrafici e l'indirizzo mail per necessità amministrative, è possibile (col suo consenso) generare le credenziali in automatico e inviargliele dopo tramite mail.  La UserID sarà l'indirizzo mail stesso (il dato più facile da ricordare per il cliente), mentre la password sarà generata in automatico dal sistema.

Durante la registrazione si dovrà comunque:

  • chiedere solo i dati indispensabili, prevedendo magari un primo passaggio semplificato e uno successivo di dettaglio (in modo da poter usare l'indirizzo mail per contattare chi non porta a termine il processo);
  • evitare di far compilare più volte con gli stessi dati diversi campi del form (es. indirizzo di fatturazione e spedizione);
  • prevedere una procedura semplice per il recupero rapido della password.

Altro aspetto strutturale determinante, in cui risparmiare sicuramente non paga, è l’hosting del sito.  Si tratta di una scelta fondamentale per almeno 3 ordini di ragioni:

  • performance, un sito veloce e in grado di sostenere i picchi di traffico per cui è stato progettato è la premessa indispensabile per coronare qualsiasi ambizione legata alla user experience;
  • sicurezza, avere il pieno controllo degli aggiornamenti (e un buon sistemista) mette al riparo da grandissimi potenziali problemi, soprattutto se vengono memorizzati i dati delle carte degli utenti;
  • SEO, dei siti “cattivi vicini” sul tuo stesso server possono creare grandi problemi in termini di visibilità on line, senza considerare la migliore indicizzazione legata alla velocità del sito.

Spostandoci un po’ di più sul lato gestionale, le attività più interessanti che è possibile automatizzare, oltre alle mail transazionali di conferma acquisto e avanzamento ordine, sono la richiesta di feedback post vendita, il codice di tracking della spedizione, le notifiche di esaurimento scorte, l'avviso di mancato pagamento, il secondo invito per il cliente che non è riuscito a pagare con carta e le modifiche automatiche dei prezzi per i prodotti in promozione.

In particolare la logistica e il magazzino sono tra gli aspetti più sottovalutati da chi inizia a fare e-Commerce.  Ma la disponibilità del prodotto sta invece di solito particolarmente a cuore a chi è pronto per comprare on line, perché dilata i tempi di consegna in maniera determinante (la certezza sulla data di arrivo è uno dei fattori più importanti nella valutazione dell’esperienza di acquisto on line).  Mostrate la giacenza diventa così un vantaggio competitivo (che non tutti possono permettersi).  Soprattutto se si realizza una sincronizzazione in tempo reale (o quasi) si può usare anche la leva della “scarsità” per stimolare l'acquisto ("Solo X pezzi disponibili” oppure “ordina entro le ore Y e riceverai prodotto il giorno Z").

La gestione del servizio di assistenza clienti è un altro punto cardine della vendita on line.  La sicurezza è una delle maggiori preoccupazioni per chi compra sul web.  Anche la sola possibilità di ottenere un contatto diretto riduce il freno inibitore e agevola l'acquisto, non solo perché "certifica" una sede e una struttura “fisica”, ma anche perché permette di dimostrare competenza in un mondo dove conta moltissimo la reputazione e l'autorevolezza.  Peraltro, con appositi strumenti di Live Chat condizionali, è anche possibile proporre un dialogo con l'utente in maniera automatica, nel caso di permanenza oltre un certo tempo su una scheda prodotto o dopo un alto numero di pagine navigate o durante la registrazione (es. zopim.com o envolve.com).

Agevolare il contatto può sembrare una pratica costosa, ma se chi risponde è dotato di buone doti commerciali questo diventa un canale parallelo, ad alto tasso di conversione.  Vende comunque di più un discreto operatore che un'ottima pagina web.

Per quanto riguarda invece le attività di promozione on line, le affronteremo in uno specifico post in arrivo a breve (si dice sempre così ;-).

Chi vuole approfondire le tematiche legate a questo articolo può trovare molte risposte in "e-Commerce" di Daniele Vietri e Giovanni Cappellotto (ed. Hoepli) www.libroecommerce.it


Autore: Gianpaolo Lorusso, Daniele Vietri, Giovanni Cappellotto

Il tuo voto sta per essere inserito
Giudizio: 3.8 su 5. 6 voti.
best-practice-ecommerce.pdf733 K
stampa l'aggiornamento
Non ci sono commenti

Commenta

* - campo obbligatorio

*





*
*
rights.jpg, 3 kB space.gif, 0 kB