Cerca:

22/01/2011

Link building: aumentare e qualificare i link in entrata sul tuo sito web

Quali sono le strategie più efficaci per migliorare link popularity e trust rank? Quali sono le tecniche per aumentare il numero e la qualità dei link in entrata sul tuo sito Internet?

I link esterni ideali per qualsiasi sito web:

  • provengono da siti autorevoli (con un buon Page Rank e visibilità nei motori di ricerca) o da profili/pagine/gruppi molto seguiti in social network popolari (in Italia, quindi: Facebook, Twitter e Linkedin);
  • si trovano in pagine che trattano argomenti vicini al nostro campo di attività;
  • hanno le nostre parole chiave principali nel testo visibile del link (o nel tag TITLE o ALT dell’immagine) e non sono tutti uguali (a meno che non corrispondano all’URL di destinazione, ovviamente);
  • non contengono il tag NOFOLLOW, che riduce notevolmente la forza del link in termini di incremento diretto della visibilità;
  • puntano a indirizzi “consistenti”, cioè a indirizzi considerati identici dai motori di ricerca (vedi articolo usare REDIRECT 301 e tag CANONICAL);
  • meglio se puntano anche a pagine interne e non sempre solo alla home.

Per ottenere il massimo effetto possibile, infatti, la struttura dei collegamenti in entrata sul nostro sito deve apparire “naturale” ed essere immune da sospetti di acquisto link.

Sono quindi da evitare:

  • incrementi molto rapidi del numero di link in tempi molto brevi, superiori cioè a un 10-15% del totale dei collegamenti “storici” verso il sito, a meno che non siano motivati da contenuti appena pubblicati e ripresi da social network o aggregatori;
  • inserimento su siti che palesemente vendono link, il livello di page rank basso (o del tutto assente) e la qualità generale del sito e degli altri link in uscita vanno SEMPRE considerati;
  • link da siti con numeri di IP riconducibili agli stessi server o agli stessi soggetti, è importante differenziare il cd blocco “C” dell’indirizzo (aaa.bbb.CCC.ddd) e i nomi dei registranti nel database WHOIS (in modo da evitare sospetti di “mini-net” facenti capo allo stesso web master);
  • grandi numeri di link tutti identici (fatta eccezione per quelli contenenti l’URL del sito di destinazione) o inseriti in tutte le pagine del sito di origine (non sembrano molto naturali, vero?).

Gli scambi di link non sono più direttamente efficaci in termini di miglioramento del posizionamento, ma sono molto utili per farsi linkare da siti autorevoli, per far crescere il numero dei link totali (e mettersi a riparo da crescite improvvise di link involontarie), per aumentare il traffico sul sito e far capire ai motori il nostro “campo semantico” (di cosa parliamo) e, infine per far migliorare il “Trust Rank” (l’autorevolezza) del nostro dominio.

Stanno acquisendo sempre maggiore importanza anche le cd “citazioni” (pagine in cui c’è la nostra denominazione, indirizzo e magari anche l’URL del sito, ma senza link), soprattutto nei risultati geolocalizzati.

Premesso tutto questo, è possibile individuare alcune strategie di base per ottenere buoni link in entrata ed aumentare sensibilmente la visibilità nei motori di ricerca.

  • Analizzare i risultati per ricerche su parole chiave per noi importanti - I siti nei primi 20-30 risultati sono tutti ottimi potenziali link partner. Verifica la possibilità di inserire un link (anche scambiandolo o pagandolo).
  • Analizzare i link comuni ai principali competitor - Capire da dove vengono i link ai siti che sono nelle prime posizioni per le nostre parole chiave è fondamentale per individuare i siti considerati più autorevoli dai motori nel nostro settore. Su questi si dovrà concentrare l’attività di link building. Si possono individuare digitando “link:www.sitocompetitor.xx” in Yahoo (su Google i risultati sono meno significativi), per tutti i principali competitor, o con software specifici, come ad esempio SEO Elite (vedi post “Le migliori risorse e programmi SEO”).
  • Directory e social bookmarking - in molti mercati è ancora importante individuare le directory e i siti di settore (cd “verticali”) in cui è possibile inserire link gratuitamente (o quasi), anche se molti usano il tag nofollow o fanno redirect via script (invece di inserire link diretti), specie se ci sono anche i nostri principali competitor. In generale sono utili tutte le directory che appaiono nelle prime pagine dei risultati per le nostre parole chiave (una lista aggiornata la trovi qui: Opens external link in new windowhttp://liste.giorgiotave.it/directory/, ma non perdere troppo tempo su quelle poco significative).
  • Portali di “social referencing” e “wikis” - nei primi gli utenti commentano i prodotti e i servizi acquistati (es.: Ciao.it, Tripadvisor, ecc.), nei secondi spiegano il significato di qualcosa (es.: Wikipedia). L’importanza di questi portali è crescente, non tanto per i link in sé (che sono quasi tutti nofollow), ma perché confermano i dati di geolocalizzazione delle attività con citazioni “consistenti”. Creare e prendere il controllo della propria scheda è fondamentale per gestire al meglio anche la propria reputazione on line (magari indirizzando proprio lì i nostri clienti più soddisfatti per scrivere recensioni).
  • SEO relazionale - dato il peso crescente di risultati dai social network nei motori di ricerca, lavorare per costruire un profilo autorevole (con molti collegamenti e citazioni da parte di altri membri) è sicuramente un investimento vincente nel medio periodo, come già scritto anche nell’articolo sul SEO relazionale.
  • Web testimonial e commenti in Community e blog di settore - i link da blog o siti autorevoli ottenuti grazie alla conoscenza diretta, a recensioni di personaggi noti in rete o a commenti “strategici” (cioè con contenuti interessanti, postati sulle pagine “giuste” ed evitando la semplice autopromozione) possono valere moltissimo in termini di visibilità on line. Per questo è importante sviluppare anche relazioni personali durante gli eventi chiave legati al proprio settore (a cui bisognerebbe partecipare).
  • Article marketing e aggregatori - nel caso in cui il settore e l’attività da promuovere lo permettano, proporre buoni articoli o post a blog, siti autorevoli o aggregatori di notizie è sicuramente un’ottima strategia. Per farlo però bisogna essere in grado di produrre, o far produrre, materiali (testi, audio o video) di buon livello e si deve evitare di duplicarli su troppi siti di scarsa qualità. Bisogna infatti valutare settore per settore su quali portali si trovano gli articoli più interessanti, e, se non ci sono, abbiamo un’ottima opportunità per sviluppare noi stessi un sito di news settoriali (una lista aggiornata è qui: Opens external link in new windowhttp://liste.giorgiotave.it/article-marketing/).
  • Social news e comunicati stampa - si tratta di fonti estremamente “battute” dai motori di ricerca e su cui è normalmente molto facile pubblicare i propri post. Spesso presentano il tag nofollow, ma funzionano sicuramente bene per costruire una struttura di link in entrata sufficientemente ampia e che punti anche a pagine interne. Vedi al riguardo il post “come scrivere un comunicato stampa social e dove pubblicarlo”.
  • Google Places - la nostra scheda è già il “collettore” principale on line di tutte le informazioni sul nostro brand, va rivendicata e popolata con nostri contenuti e link (vedi articolo sul posizionamento in Google Places).
  • Creare un blog- questa attività consente di proporre ai motori contenuti sempre freschi e originali, con la possibilità di inserirci vari link a nostri siti/prodotti. Tuttavia lanciare un blog di successo richiede un investimento in termini di tempo e know how abbastanza elevato (come dimostrano i miliardi di blog che vegetano ai margini della rete). Qualche suggerimento si può trovare nell’articolo “usare i portali di social news per pubblicizzare un blog”.
  • Ottimizzare i materiali multimediali - questa attività prevede la pubblicazione di video, immagini, interviste, sondaggi e presentazioni multimediali a nostra disposizione in siti web 2.0 come Youtube, Vimeo, Slideshare, Flickr, ecc. e il richiamo agli stessi contenuti nel nostro sito, in modo da farli linkare a vicenda (vedi l’articolo sul DAO e l’arte di ottimizzare i contenuti digitali), senza dimenticarsi di inserire link diretti alla home del sito nei profili appositamente creati nei vari Social.
  • Acquisto di link - e’ l’attività che potenzialmente funziona meglio nel breve termine, ma quella che comporta più rischi nel medio-lungo periodo. Per evitare problemi è essenziale che sia accompagnata da una strategia globale tesa a far crescere in maniera graduale il numero e la qualità dei link in entrata, in modo da assomigliare il più possibile alla naturale crescita di popolarità di un sito con buoni contenuti. Personalmente la sconsiglio, ma in alcuni portali semplicemente: ci “devi” essere, anche se questo comporta un costo.
  • Comparatori - assolutamente necessari per i siti di e-commerce, quasi sempre offrono link no follow, ma possono essere un’ottima fonte di traffico e quindi aiutare indirettamente a generare link spontanei.
  • Affiliazioni - far vendere ad altri il nostro prodotto/servizio riconoscendo una provvigione può essere spesso un buon canale di vendita oltre che una fonte di link “utili” anche per la visibilità nei motori di ricerca. Vedi al riguardo il post sul migliore programma di affiliazione.
  • Annunci di offerte - in molti settori (come quello turistico) può essere utile anche pubblicare inserzioni nei portali di annunci gratuiti (o a pagamento, se il sito è sufficientemente visibile per le nostre parole chiave). Non tutti permettono di inserire link, ma spesso queste pagine, se il testo è ben ottimizzato, si posizionano bene nei motori e quindi possono essere anche delle ottime “citazioni”. La controindicazione più grande è che richiedono un certo tempo di gestione, dato che normalmente ogni 15 o 30 giorni bisogna riconfermare la validità degli annunci.
  • Viral marketing o link baiting - si tratta di strategie, spesso molto difficili da mettere in pratica, perché i contenuti virali (ricerche, sondaggi, video, applicazioni, giochi, tool, widget, ecc.) per funzionare bene devono avere due caratteristiche ben precise: a)devono essere talmente belli, simpatici e/o utili per gli utenti da stimolare il naturale passaparola, b)devono inglobare un meccanismo che implica la pubblicazione di un link al sito di origine (es.: indicazione della fonte, collegamento automatico, ecc.).
  • Keyword advertising - le campagne in questo caso mirano a pagine che, oltre alla vendita diretta, presentano altri contenuti a valore aggiunto per gli utenti, in modo da sviluppare poi link “spontanei”. Tool gratuiti, video, ricerche, ecc. inseriti a margine di un tentativo di vendita possono essere ottime “esche” per link.
  • Redirecting di domini scaduti - far “resuscitare” domini ad alto page rank facendoli puntare al nostro sito è un attività per ora ancora premiata dai motori, tuttavia è piuttosto rischiosa nel medio-lungo periodo e quindi non la consiglierei, se non in casi eccezionali.

In conclusione, l’approccio di web marketing oggi vincente deve spostarsi da una visione puramente tecnica, sganciata dalla vita dell’azienda che vi fa ricorso, verso considerazioni che tengano conto di molti aspetti di natura diversa e di differenti vie di sviluppo, tutte concorrenti in modo integrato alla crescita del sito (un “SEO olistico” insomma :-).

I bei vecchi tempi della misurazione della keyword density sono definitivamente tramontati. Che riposino in pace! …Amen.


Autore: Gianpaolo Lorusso

Il tuo voto sta per essere inserito
Giudizio: 3.0 su 5. 6 voti.
link-building_01.pdf416 K
stampa l'aggiornamento
Bookmarks24, 11-02-12 19:37:
Ciao volevo segnalare questo nuovo sito di social bookmarking http://www.bookmarks24.net completamente dofollow,grazie.

Commenta

* - campo obbligatorio

*





*
*
rights.jpg, 3 kB space.gif, 0 kB