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18/08/2011

Ottimizzare Wordpress per i motori di ricerca

Le indicazioni più importanti per configurare il tuo blog Wordpress e scegliere i plug-in migliori per l’ottimizzazione SEO e il posizionamento nei motori di ricerca.

Wordpress è di gran lunga la piattaforma più utilizzata al mondo per creare blog, perché è molto semplice da usare e configurare e tutta la sua struttura è già stata pensata in partenza per ottenere la massima visibilità nei motori di ricerca. Al di là delle impostazioni di default, esistono però importanti aspetti che vanno considerati per ottenere il massimo dal punto di vista SEO.

Definire correttamente la struttura degli URL delle pagine del blog è il primo (e forse uno dei più importanti) passi di ottimizzazione. La composizione dei cosiddetti “permalink” influisce infatti automaticamente su tutti i link all’interno del sito (e, indirettamente, quindi, anche sui link provenienti dall’esterno). Una volta “battezzata” questa impostazione è fondamentale non cambiarla per evitare di perdere visibilità e link popularity sulle pagine e i post del blog (per questo si chiamano link “permanenti” ;-).

Per massimizzare la visibilità è meglio predisporre URL corti ed esplicativi, ricchi di parole chiave, evitando di inserire troppi parametri. La migliore struttura, a meno di casi particolari, è quella che include il nome della categoria e il titolo del post (/%category%/%postname%/). L’inserimento della data ha senso solo se può verificarsi frequentemente l’ipotesi di post con titolo uguale inseriti a distanza di tempo.

Naturalmente, l’effetto di visibilità sarà massimo solo se nelle categorie e nei titoli dei post inserirai nel corso del tempo parole chiave attinenti agli argomenti trattati e molto cercate nei motori, tenendo sempre presente anche la necessità di facilitare al massimo la comprensione immediata dei temi affrontati da parte degli utenti finali.

A parte gli URL, i principali aspetti da tenere in considerazione per ottimizzare un blog per i motori di ricerca sono gli stessi degli altri tipi di siti, e cioè: tag title, metatag description, attributo ALT delle immagini, testi nei link (anchor text), e vari altri di minore importanza. In Wordpress tutti questi parametri sono configurabili già nella piattaforma base, ma si può facilitare molto il lavoro usando uno dei numerosi plugin SEO disponibili, tra cui segnaliamo: “All in One SEO Pack” (anche la sola versione base gratuita va benissimo), “Platinum SEO Pack” o “WordPress SEO by Yoast” (che integra varie altre funzionalità di ottimizzazione e analisi).

Al di là delle considerazioni tecniche, ogni volta che si sceglie una parola per questi tag è fondamentale porsi una domanda chiave: “cosa potrebbe potenzialmente cercare uno dei miei utenti?” Il nome di un certa persona protagonista della news? Di un prodotto o servizio? Di un evento o di una località? Per lanciare un blog di successo ogni volta che si scrive qualcosa bisogna sempre tentare di mettersi nei panni di un nostro potenziale visitatore intercettando cosa può essere per lui più interessante ed esprimendolo con le giuste keyword, tenendo però presente due cose:

  • Inseguire i termini più cercati, senza mettere al centro l’attinenza con quello che stiamo scrivendo (il vero valore aggiunto che offro agli utenti) si tradurrà in alti tassi di rimbalzo (e in risultati altalenanti nei motori).
  • E’ sempre meglio ottenere una visibilità di “serie A” (primi 3 posti) per ricerche mirate, ma numericamente meno rilevanti, che posizionamenti di rincalzo (oltre la 2° pagina) per parole molto cercate, ma più vaghe.

Per questo, per garantirsi il massimo possibile di visibilità è normalmente necessario mantenere una forte correlazione tra gli argomenti trattati in ogni post. Un blog fortemente tematico ha infatti il grande vantaggio di generare in maniera pressoché automatica, nel corso del tempo, link da e verso siti che parlano di argomenti collegati o comunque operanti nello stesso settore. I contenuti e i link “tematizzano” il blog anche agli occhi dei motori di ricerca, in modo da renderlo più rilevante per le ricerche relative al nostro “campo semantico” (gli argomenti da noi trattati).

Il forte e coerente “focus” dei post, del nome di dominio (magari cercato tra quelli scaduti che includono keyword collegate) e del payoff del sito (la descrizione breve degli argomenti trattati posta nelle vicinanze del logo) è sicuramente una carta vincente per attrarre eventuali inserzionisti pubblicitari o aziende disposte a pagare per pubblicare “publiredazionali” in cui si parla dei loro prodotti/servizi linkando il loro sito.

Altro aspetto importante da considerare in Wordpress (come in ogni sito) è la velocità di caricamento delle pagine. L’obiettivo in questo caso è duplice: favorire da un lato il posizionamento del blog agendo su uno dei fattori che Google considera prioritari e fornire allo stesso tempo un’esperienza di navigazione migliore ai propri utenti.

E’ importante quindi spendere qualche euro in più per assicurarsi un hosting di buon livello su un server condiviso solo con altri nostri progetti o con siti sicuramente “spam free” (così come lo sono la maggior parte di quelli ospitati da operatori un po’ più costosi dell’entry level da 10€/anno).

Per misurare le prestazioni del nostro blog, e capire come migliorarle, si possono usare vari tool tra i molti disponibili on line, come ad esempio: Yahoo! Yslow, Google PageSpeed, Google SpeedTracer o lo stesso codice di tracking della velocità delle pagine di Google Analytics. Un ottimo plug-in che consente di ottimizzare i principali aspetti della piattaforma Wordpress per velocizzare il blog è “W3 Total Cache” (correttamente configurato contribuisce in maniera determinante a ridurre i tempi di caricamento).

Altro problema da non sottovalutare è quello della duplicazione dei contenuti. Se non si configura correttamente il blog può capitare infatti che alla pubblicazione di un articolo questo compaia nella sua interezza in home page, nella pagina di dettaglio dell’articolo, nella pagina dei tag e/o delle categorie e nelle pagine degli archivi storici.

Per evitare che lo stesso contenuto sia presente in pagine con URL differenti ci sono vari accorgimenti da poter mettere in atto:

  • Mostrare in home page e negli archivi solo una porzione dell’articolo abilitando l’uso e inserendo il tag <!--more--> nel punto in cui si vuole poi rimandare alla pagina di dettaglio del post.
  • Utilizzare parole diverse nei tag e nelle categorie, oppure, se ciò non è possibile, configurare il meta name Robots delle relative pagine o il file Robots.txt inserendo il tag noindex,follow (con il plug-in All in One SEO Pack basta spuntare un semplice flag per impostare il tutto in automatico).
  • Eliminare il link alle pagine degli archivi o dei tag dal tema del blog (si tratta di una soluzione un pò “estrema”, che va presa solo se non mette in difficoltà i visitatori del sito e che normalmente può essere aggirata con l’uso mirato dei tag noindex visti al punto precedente).

Un’attività SEO molto efficace è anche quella dell’ottimizzazione dell’internal linking. Capita spesso infatti che articoli più datati perdano progressivamente visibilità nei motori di ricerca, anche se si tratta di contenuti ancora interessanti ed attuali. Per migliorarne il posizionamento nel tempo bisognerebbe continuare a linkarli quando si scrivono nuovi post con tematiche attinenti.

L’inserimento manuale di link a news correlate può risultare però piuttosto impegnativo in termini di tempo. Per questo si può fare ricorso a dei plugin (ne esistono diversi) che linkano automaticamente i post correlati come: “Contextual Related Posts”.

Collegata al tema dell’internal linking è la paginazione degli archivi (cioè il modo in cui vengono organizzate le pagine di riepilogo degli articoli), che spesso è una vera e propria trappola per gli spider dei motori di ricerca o, comunque, propone contenuti sempre diversi e tematicamente scollegati per URL già indicizzati da tempo dai motori di ricerca (il che non ne favorisce certo la visibilità). Un plug-in ottimizzato da questo punto di vista è il “Wordpress SEO Pager Enhanced Pagination”.

Alto aspetto molto importante è l’ottimizzazione dei feed RSS. Attualmente FeedBurner è la più importante piattaforma di servizi per la gestione e distribuzione di feed. Uno dei suoi vantaggi più importanti è il sistema di statistiche e il tracking dei lettori (per cui esistono anche dei widget interessanti in grado di far leva sul meccanismo della riprova sociale, se il blog è seguito da un numero sufficientemente ampio di persone).

E’ quindi fondamentale registrare in questa piattaforma il blog e far puntare i link ai feed pubblicati sul sito a quelli tracciati da FeedBurner. Il che si può fare in due modi:

  • Modificare manualmente l’URL del Feed nel tema utilizzato dal blog.
  • Utilizzare il plug-in “TentBlogger RSS FeedBurner Redirect” per far puntare il feed all'URL su FeedBurner.

Altro aspetto ottimizzabile, sia per i motori di ricerca, che per gli utenti finali, è il cosiddetto tracking della navigazione, ovvero la visualizzazione del percorso di navigazione fino alla pagina aperta in quel momento (tecnicamente detto anche breadcumbs navigation o navigazione a briciole di pane), realizzabile in automatico con il plug-in: “Yoast Breadcrumbs”. Questi link, posti solitamente in alto nella parte centrale della pagina, consentono al visitatore di tornare alle categorie e sottocategorie che “contengono” la pagina visualizzata o alla home page e sono molto utili anche per l’internal linking (soprattutto se il sito ha vari sottolivelli del menù principale).

Talvolta può capitare di dover modificare alcuni URL del blog per “spostare” l’intero sito su un altro dominio o solo alcune pagine su nuovi indirizzi web. Tale operazione va fatta solo se è assolutamente necessaria e, comunque, deve essere gestita attentamente per non perdere la popolarità acquisita dalle vecchie pagine e trasferirla sulle nuove. La soluzione migliore per questa operazione è senza dubbio il Redirect 301, che in WordPress può essere gestito efficacemente con il plug-in: “Redirection”. Vedi anche quanto spiegato al riguardo nell’articolo Errore 301 e tag canonical: cambiare indirizzi delle pagine senza perdere visibilità.

Infine, se il blog è di dimensioni medio-grandi, può essere utile per la sua completa indicizzazione usare alcuni plug-in che creano ed aggiornano in automatico le Sitemap XML, notificandole ai motori di ricerca. Tra i vari disponibili, suggeriamo: “Google XML Sitemap” (che fornisce anche diverse opzioni per ottimizzare le mappe).

Per approfondire nel dettaglio tutti gli aspetti che riguardano l'ottimizzazione di WordPress vedi anche WordPress SEO blog, il blog sull'argomento tenuto da Davide Cobelli.


Autore: Gianpaolo Lorusso, Davide Cobelli

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